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I docenti vanno in paradiso

101813_446149_SF02000000_8213470_cougar_imageMILITINA: …quattrocento.
LULù: Cottimo: novemilanovecentodiciotto. Hai visto che ho perso il dito?
MILITINA: Eh… Guarda, guarda qui: scimpanzé, zoo di Stoccolma.
LULù: (leggendo) Scimpanzé crede davvero di essere un uomo.
MILITINA: Eh… è ingegnere…
LULù: Povera bestia!”

Regia Elio Petri
Sceneggiatura Elio Petri, Ugo Pirro
Fotografia Lugi Kuveiller
Musica Ennio Morricone
Interpreti e personaggi Gian Maria Volontè (Luigi Massa), Mariangela Melato (Lidia), Salvo Randone (Militina), Mietta Albertini (Adalgisa), Gino Pernice (sindacalista)
Produzione Ugo Tucci per la Euro International Film
Origine Italia 1971
Durata 125 m

Ludovico Massa, detto Lulù, è un uomo di 31 anni con due famiglie da mantenere ed è un docente con alle spalle già 5 anni di precariato, dieci trasferimenti, due esaurimenti nervosi e un’ulcera. Sostenitore della riforma scolastica sin dai tempi dell’autonomia, riesce a guadagnare di più grazie alla valutazione dei docenti. Lulù è amato dal Dirigente Scolastico che lo utilizza per stabilire impegni e carichi di lavoro aggiuntivi, ma odiato dagli altri docenti per il suo eccessivo servilismo. Tuttavia, non è contento della sua situazione, passa gran parte del suo tempo a scuola e gli impegni sono tali che, arrivato a casa, riesce solo a mangiare e ad annichilirsi davanti alla televisione, nessuna vita sociale, nessun dialogo con i propri cari, non riesce neppure più ad avere rapporti con la compagna. La sua vita continua in questa totale alienazione, che lo porta a ignorare gli slogan urlati e scritti dagli studenti fuori dai cancelli, finché un giorno non si rende conto di essere vicino alla follia: tende ad avere atteggiamenti maniacali e non fa altro che passare da un corso di aggiornamento all’altro, cercando di sostituire gli affetti familiari con le riunioni scolastiche. Quando la sua follia espode, si ritroverà solo ed emarginato, disorientato e confuso.

Nel frattempo le sigle sindacali confederali propongono di mantenere e regolare il premio del salario accessorio, giungendo ad una trattativa, mentre il gruppo di critici anticapitalisti propone di abolire del tutto il premio…un ritratto spietato della società italiana in una delle transizioni più delicate del mondo del lavoro.

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